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Capire il presente per migliorare il futuro: il caso Smartbox

petizione-activismLa società Smartbox opera nel nostro Paese nel settore della distribuzione di cofanetti regalo che propongono viaggi, esperienze di benessere, degustazioni eno-gastronomiche e giornate di sport. Bello e interessante, se non fosse che tale società ha evaso il fisco italiano per un ammontare di ben 105 milioni di euro. Cifre incredibili, che sono state scoperte da un’azione della Guardia di Finanza nei giorni scorsi. Questo avvenimento indigna l’opinione pubblica, in quanto tali risorse devono essere recuperate in nome di una distribuzione della tassazione più equa e giusta nei confronti di tutti i cittadini.

Questo è ciò che chiede la petizione di activism.org, un portale che si occupa di denuncia sociale e di raccogliere firme per giuste cause. Le firme che servono in questo caso sono ben 100.000, ma se tutti noi ci impegniamo a diffondere la notizia, questo numero può essere raggiunto in un baleno. La petizione si presenta come un’arma forte, efficace e diretta, in quanto viene indirizzata agli organi preposti al controllo ma, al contempo, aiuta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento.
Lo scopo della raccolta firme si basa sulla volontà di ‘vederci chiaro’ su questo evento, recuperando i soldi sottratti e quindi bloccando l’operato di aziende truffaldine nel nostro Paese. Non solo, in quanto lo scopo finale della petizione risiede nel chiedere una distribuzione della tassazione più giusta, il che potrebbe tranquillamente avvenire se i soldi evasi dalle società fossero recuperati in modo snello e veloce.
A questa azione pratica, la petizione associa la richiesta di donare fiducia ai cittadini, i quali devono avere il diritto di poter contare sulle istituzioni e di sentirsi fieri di essere cittadini italiani.

Capire la situazione presente aiuta, quindi, a sperare in un futuro migliore, dove episodi come questi non possono avvenire perché le società temono un controllo, ma soprattutto un’azione precisa e mirata al recupero crediti. Mettiamoci nei panni di un’azienda di enormi dimensioni come la Smartbox. 105 milioni di euro possono spostare l’ago della bilancia? Forse sì o forse no, ma sono soldi rubati, per cui devono essere restituiti. Se le aziende che operano nel nostro Paese sono certe di dovere restituire i crediti delle evasioni, possiamo essere sicuri che non si comporterebbero con tale leggerezza. Se a ciò si affiancasse l’azione di chiusura o di blocco delle loro attività, le carte in tavola cambierebbero sicuramente, in quanto nessuna società rischierebbe così tanto.

Serve un cambiamento, serve che lo Stato affermi la sua potenza e il suo controllo con manovre eclatanti, perché i truffatori possano andarsene dal nostro paese e possano smettere di minare la nostra già instabile economia. Se anche tu sposi questi principi e vuoi migliorare il futuro della collettività ti invitiamo a firmare la petizione, disponibile a questo link: http://www.activism.com/80251-Vogliamo-che-lAgenzia-delle-Entrate-indaghi-su-Smartbox-e-dia-seguito-allazione-della-Guardia-di-Finanza.

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Appassionato di Notti Romagnole.

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